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Oratorio di San Michele della Pace in piazza Sant’Ambrogio

25 Febbraio 2026
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Di fronte alla chiesa di Sant’Ambrogio di Firenze, fra via di Mezzo e via dei Pilastri, si trova un piccolo Oratorio. Sin dalle sue origini quattrocentesche costituì sede per confraternite con vocazione pastorale; in particolare della  Confraternita di San Michele della Pace, poi Compagnia di carità del Ss. Sacramento, di sant’Ambrogio sotto il titolo di san Michele o Ss. Sacramento, sant’Antonino vescovo e San Michele.

Soppressa dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena viene nuovamente istituita nel 1791 (approvazione nuovi capitoli 23 aprile 1791) in seguito ad una decisa azione di protesta da parte di un nutrito gruppo di parrocchiani appoggiati anche dal vescovo. Alla compagnia nuovamente istituita viene confermato il permesso di usare oratorio, sacrestia e stanze annesse.

Con la soppressione di epoca napoleonica, il governo francese vende l’oratorio e i suoi annessi ad Antonio Berti. Al Berti seguono altri acquirenti: Bulli, Luigi Ciabatti, Paolo Pieroni medico (che nel 1853 costruisce una terrazza), Gustavo Hagerman per poi essere venduta ad Angiolina Di Laghi ved. Bruschi. Alla morte della Di Laghi Bruschi nel 1927, le sue proprietà passano alle figlie Nerina e Bianca Bruschi (il fratello Domenico era già morto nel 1919).

Nel 1956 Bianca Bruschi dona l’immobile alla Confraternita della Misericordia lasciando usufruttuario il marito Umberto Sala. Nel 1966 gli ambienti dell’Oratorio subiscono forti danni per via dell’alluvione del fiume Arno. Nel 1968, alla morte di Umberto Sala, la proprietà passa alla Misericordia.
Negli anni 2000/01 la Misericordia commissiona sia il restauro dell’affresco quattrocentesco che il restauro del crocifisso ligneo risalente al XVII secolo.

Il restauro dell’affresco viene affidato a Gioia Germani sotto la supervisione della dott.ssa Litta Medri; il restauro del crocifisso viene affidato allo studio di Lisa Venerosi Pesciolini sotto la direzione della dott.ssa Beatrice Paolozzi Strozzi.

Al termine del restauro del crocifisso ligneo, lo stesso viene spostato in un ambiente più consono sia sotto il profilo ambientale che sotto quello della pubblica fruibilità; esso oggi si trova infatti nell’oratorio della residenza per anziani “Il Bobolino”.

Altri due quadri, anch’essi restaurati, provenienti dall’Oratorio si trovano oggi al Museo della Misericordia.

Si tratta di due quadri di uno stendardo processionale di proprietà della Confraternita attribuiti da Alessandro Nesi al pittore fiorentino Francesco Mati (1561-1623).